Dott.ssa Daniela Pelotti

PREECLAMPSIA, IPERTENSIONE IN GRAVIDANZA linee guida
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Le linee guida non parlano della causa della preeclampsia e dell'ipertensione in gravidanza , occorre eliminare la causa, non porre rimedio ai danni già avvenuti! La vera causa è una celiachia non diagnosticata o una gluten senitivity, quindi le pazienti che sviluppano in gravidanza questa patologia sono celiache!



ACOG: linee guida sull’ipertensione in gravidanza.

Pubblicato da Giorgio Bertin su dicembre 17, 2013

L’American College of Obstetricians and Gynecologists ha pubblicato le raccomandazioni per la gestione e il trattamento della preeclampsia, e ipertensione cronica in gravidanza. Lapreeclampsia, nota anche come gestositossiemia gravidica, è una sindrome caratterizzata dalla presenza, singola o in associazione, di sintomi quali edema, proteinuria o ipertensione in una donna gravida.

 

Le raccomandazioni evidence-based consigliano:

  • Screening per prevedere preeclampsia.
  • Non è raccomandata l’assunzione di vitamina C e vitamina E per prevenire la preeclampsia.
  • Una dose giornaliera di aspirina a basso dosaggio per aiutare a prevenire la preeclampsia è suggerita per molto le donne ad alto rischio con una storia di preeclampsia e di parto pretermine.
  • Farmaci antipertensivi sono raccomandati, su parere medico per l’ipertensione grave durante la gravidanza.
  • L’uso di solfato di magnesio è consigliato per preeclampsia grave, eclampsia o sindrome di HELLP.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hypertension in Pregnancy

Fonte: Comunicato stampa American College of Obstetricians and Gynecologists

Quando gli alimenti favoriscono il colon irritabile

Per chi soffre della classica "colite" - con questo termine viene definito volgarmente il colon irritabile - occorrerebbe fare attenzione anche ai carboidrati. In particolare a quelli a catena corta, che entrano in diretto contatto con il microbiota intestinale e quindi vengono "sottoposti" a trattamenti specifici da parte dei batteri eubiotici. Il risultato può essere un eccesso di fermentazione, che provoca la formazione di gas, la successiva tensione dell'intestino che quindi provoca dolori addominali. Sarebbe questo il meccanismo fisiopatologico alla base del colon irritabile, almeno stando a quanto riporta una ricerca condotta all'Università Monash di Melbourne, apparsa su Gastroenterology. L'indagine ha preso in esame trenta pazienti con colon irritabile confrontando gli effetti di una dieta a basso contenuto di alimenti ricchi in carboidrati a catena corta, in confronto a quanto avveniva in una popolazione di controllo del tutto normale. In seguito alla dieta la situazione clinica dei pazienti è migliorata, con una diminuzione dei disturbi legati al colon già dopo pochi giorni di trattamento. Il problema è che per arrivare ad un'alimentazione povera di carboidrati occorre eliminare dall'alimentazione quotidiana numerosi alimenti, a partire dai derivati del frumento per arrivare fino ai formaggi freschi e a vegetali come quelli della famiglia delle crocifere e a frutta di uso diffuso, come mele e pere.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 29 Dicembre 2013 16:36 )