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Increased risk of papillary thyroid cancer in celiac disease.

Abstract

Patients with celiac disease have an increased rate of malignancies that are not limited to lymphomas. Thyroid carcinoma has not previously been associated with celiac disease. However, among a cohort of patients with celiac disease, we identified an increased risk of papillary carcinoma of the thyroid, standard morbidity ratio of 22.52 (95% confidence interval 14.90-34.04; P < .001), compared to United States national surveillance data. These patients were on a gluten-free diet. Only 1 had Hashimoto's thyroiditis, suggesting that mechanisms apart from autoimmune thyroiditis contribute to the increased risk of carcinoma of the thyroid in celiac disease.

PMID:
 
16957996
 
DOI:
 
10.1007/s10620-006-9240-z

Raddoppiati in 20 anni i più comuni tumori alla tiroide

Endocrinologia | Redazione DottNet | 21/05/2017 19:40

Metastasi ossee per 7% pazienti, tra le opzioni curative i farmaci per l'osteoporosi 

È un tumore per il quale la prognosi è favorevole nella maggior parte dei casi e per il quale esistono diverse 'armi' a cui fare ricorso quello della tiroide, i cui casi però per la forma più comune, cioè i tumori differenziati, sono raddoppiati negli ultimi 20 anni. Si tratta del secondo tipo di neoplasia per frequenza nelle donne con meno di 50 anni dopo il carcinoma della mammella ed in entrambi i sessi si registrano oltre 15.000 nuovi casi l'anno in Italia, con una frequenza circa 3 volte maggiore nel sesso femminile.

Questi tumori comprendono carcinomi papillari e follicolari che hanno origine dalle cellule deputate alla produzione degli ormoni tiroidei. Fortunatamente la prognosi è favorevole nella maggior parte dei casi con un tasso di sopravvivenza a 20 anni del 90%. L'80% dei pazienti ha una remissione completa della malattia dopo il primo trattamento e solo tra il 5 e il 20% sviluppa recidive locali o a distanza.

"Il cancro della tiroide non deve fare paura- sottolinea Andrea Giustina, Presidente Eletto della European Society of Endocrinology - abbiamo strumenti efficaci e linee guida consolidate per il trattamento che prevede chirurgia, terapia radiometabolica con iodio radioattivo e terapia soppressiva con L-tiroxina, che contribuiscono a prevenire la comparsadi recidive o metastasi". Tuttavia la malattia può diventare più aggressiva, con la comparsa di metastasi ossee che interessano circa il 2-15% (in media il 7%) dei pazienti. In questi casi la resistenza alla terapia con iodio radioattivo è indice di prognosi peggiore.

A evidenziarlo lo studio M.OS.CA.T.I. (Metastasi OSsee da CArcinoma Tiroideo in Italia) su 143 pazienti, di cui si è discusso all'Ece2017, convegno europeo di endocrinologia a Lisbona. Un modo per trattare le metastasi ossee, oltre alla chirurgia e la radioterapia esterna, è l'utilizzo di farmaci come quelli per l'osteoporosi (bisfosfonati e denosumab) in dosi molto più elevate, una soluzione proposta anche per il tumore tiroideo, ma solo meno del 25% dei pazienti vi accede.

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